La BCE ha assunto un’impostazione meno aggressiva, persuadendo il mercato a rivedere al ribasso la sequenza di rialzi attesi. È un primo passo verso il riaccostamento delle politiche monetarie di FED e BCE.
Il cambio EUR/USD in pochi giorni è passato da poco sotto 1.50 a 1.41, le obbligazioni hanno guadagnato mentre gli indici azionari hanno corretto insieme alle materie prime. Il trend del cambio nel medio lungo termine dipenderà dalla scenario macro che dominerà nei prossimi mesi. Gli investitori stanno cominciando a valutare le possibili conseguenze della fine del QE2 negli Stati Uniti ed alle nuove preoccupazioni per la Grecia.
Se dal punto di vista macroeconomico le notizie non sono delle migliori, dal punto di vista societario il contesto continua ad essere promettente. Le valutazioni delle aziende sono buone e dimostrano di essere la parte più dinamica del sistema economico.
La ripresa prosegue, anche se in una misura inferiore a prima. La maggior parte dei titoli azionari presenta prezzi convenienti, mentre i titoli di Stato con scadenza breve e medio termine sono cari. In termini strategici, il momento attuale premia l’assunzione di rischio, l’equity e gli high yield bonds restano gli investimenti privilegiati. Siamo però prudenti nel breve periodo, trovandoci in una fase in cui i mercati si muovono lateralmente e per possibili prese di profitto legate al timore inerente ad una situazione di incertezza.
Attenzione anche sulle materie prime, nel corso del mese molti metalli, diverse commodity non estrattive e il petrolio hanno fatto registrare un forte calo. L’argento ha perso quasi il 30% mentre il petrolio, il mais e il rame circa il 10%. Il prezzo dell’oro è diminuito meno della maggior parte delle altre materie prime.
